Vuoto mentale

by manuel

Ogni volta uno strano senso di disagio e una domanda strisciante “non è che stanno cementando il giardinetto?”
Oggi purtroppo questi scuri pensieri sul cantiere di Piazza Minghetti hanno trovato brutale conferma: grazie ad un progetto, interamente pagato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalle banche, l’illuminata Gabellini Assessore all’Urbanistica e il geniale architetto Glauco Gresleri, hanno potuto allegramente sradicare 12 alberi, 11 pruni e una magnolia, per dare più visibilità ai palazzi monumentali.

Dopo le proteste (solo loro) del comitato Terra di Nettuno l’Assessore, che sicuramente ignorava il progetto fino al giorno delle polemiche, improvvisamente sfiorata da dubbi e sensi di colpa, ha trovato una sorta di nirvana luminoso, un Grande Pensiero che le ha schiarito la mente e scaldato l’anima: sostituire gli alberi mozzati con 2 magnolie offerte da Ansaloni.

Ma l’apice di visione intellettuale ci è regalato dalle frasi dell’architetto Glauco Gresleri che ci permette di accedere alla fonte ispiratrice delle sue azioni:

 “Dare più risalto ai palazzi. Abbiamo privilegiato la leggibilità spaziale generale, cioè la lettura della piazza come spazio vuoto, aperto e libero dominato dalle facciate di palazzi importanti. Per questo abbiamo proposto di sostituire queste piante “incongrue” con cespugli di bosso, ispirati ai giardini rinascimentali.”

“non c’è da piangere per questi pruni, degli alberuzzi“. “Non erano né carne né pesce, né grandi né piccoli, avevano un colore che definirei astratto… Li abbiamo tolti da lì per fare pulizia, così come abbiamo tolto i cassonetti: erano troppo spuri rispetto alla qualità monumentale“. 

“La magnolia era in una posizione diversa, contro il palazzo della Cassa di Risparmio, ma è una pianta apocrifa e un po’ estranea al verde bolognese, poi non possiamo considerare gli elementi uno per uno, dobbiamo trovare una soluzione per lo spazio e la scelta è stata quella di ripristinare i rapporti organici tra i palazzi e la piazza. Basta pensare che in piazza Maggiore non c’è nessun albero“. 

Aggiungo anche alcuni brani di illuminata filosofia urbanistica, che l’assessore ha deciso di consegnare al popolo ignorante.
Da un’intervista gentilmente rilasciata a Repubblica Bologna:

“Il mondo cambia e così gli spazi attorno a noi. Io credo che gli elementi nuovi siano molto interessanti, mi sembra che le operazioni fatte possano portare a una bella piazza. Naturalmente, non sarà più com’era prima. Neanche io del resto sono più quella che ero a vent’anni: mi sono tagliata i capelli, che del resto sono anche un po’ bianchi. Assomiglio a quella ragazza, ma sono diversa. Il passaggio del tempo lascia dei segni, sui luoghi come sulle persone, piazza Minghetti sarà diversa ma di una nuova bellezza”. 

Siete indecisi se creapare dalle risate o strangolare il primo che passa?
Allora, per aiutarvi, chiudo con la frase dell’Assessore al traffico Andrea Colombo:

“La fisionomia della piazza cambia, noi ereditiamo la scelta di fondo – dice Colombo – che tra l’altro io trovo condivisibile. Aumenteranno le panchine, che ai camminatori fanno comodo“.

Non so cosa sia un “camminatore” ma dal nome non dovrebbe essere interessato a spappolarsi un ginocchio contro una panchina.

Qui sotto le immagini della bellissima installazione che il gruppo Terra di Nettuno ha creato sul recinto del cantiere.